Il 7 marzo è stato siglato un accordo sindacale riguardo le posizioni organizzative dei capi area non dirigenziali e gli incarichi di responsabilità all’interno degli uffici.
Un’altra negativa applicazione del Contratto Integrativo con l’introduzione ancora più decisa di un’organizzazione del lavoro che sta assumendo sempre più contorni privatistici e aziendalisti, producendo guasti inaccettabili per i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate.
In pillole questo accordo significa che, tra un paio di mesi, si aprirà negli uffici una competizione tremenda tra i lavoratori interessati per le procedure di interpello, per “ambire” a queste posizioni.
La remunerazione di queste posizioni/incarichi avverrà con indennità di prima fascia per euro 5100 annui, di seconda fascia per euro 3400 (collocazioni nelle fasce da contrattare dopo), di 2500 euro per i coordinatori dei team rimborsi e delle unità di direzioni, di 1500 euro per i capi team dei CAM.
Inoltre, in applicazione dell’art. 12 del CCNI, vengono istituite posizioni intermedie di responsabilità per team controllo, legali con un numero minore di addetti, per i back office e per i centri operativi ecc. e tutti saranno remunerati con 1500 euro annuali.
E’ stato determinato il budget regionale per il pagamento di queste indennità con l’evidente contraddizione che le stesse indennità e posizioni saranno individuate negli uffici secondo le risorse economiche stanziate e non secondo le effettive esigenze funzionali, risorse economiche per giunta a carico per i 2/3 sul FPS di tutti i lavoratori.
Ovvero questo meccanismo oltre ad essere privatistico, competitivo, discriminatorio sarà finanziato in massima parte dal salario accessorio del personale tutto. Oltre il danno la beffa!
La natura di questo accordo mette in evidenza, se ancora c’erano dubbi, lo spirito aziendalista dell’Agenzia, che forse sentendosi una novella impresa privata, sulla falsariga della Microsoft di Bill Gates, con la consueta complicità dei sindacati confederali, ha architettato questo meccanismo che mette in moto criteri, percorsi, modalità, graduazioni e ripartizioni economiche assolutamente pericolose e concorrenziali, che accentueranno a dismisura la divisione tra il personale.
Fosse l’ultimo della serie! Aspettiamoci nel prossimo periodo un’ulteriore accelerata di questi accordi e di questi processi!
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